People of the Computational Biology Group

Prof Principato

Prof Giovanni Principato (Group leader)

Laurea in chimica (a.a. 1972/3). Assegnista dal 1974 al 1981, ricercatore confermato dal 1981 al 1991 presso l'Università di Perugia. Professore associato dal 1992 al febbraio 2002, professore straordinario dal 3/2002 al 2/2005, dal 3/2005 professore ordinario presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Politecnica delle Marche. "Visiting scientist" per vari periodi negli anni 1985-1987 e 1988-1990 rispettivamente presso il Dipartimento di Biochimica (Arrhenius Laboratory, University of Stockholm) ed il Biomedical Center (University of Uppsala). "Visiting professor" presso la Divisione di Biochimica, Università del North Texas (1989). Dal 2000: direttore dell'Istituto di Biologia e Genetica.
Coautore di due capitoli su libri di testo di Biologia per gli studenti della Facoltà di Medicina: Principato G. e Giovannini E. (1994) Capitolo 32: <Evoluzione degli Enzimi>, in Mangiarotti: "Dai Geni agli Organismi", vol. I, Biologia Cellulare e Genetica,  Mangiarotti, Piccin, Padova; Principato G. e Giovannini E. (2001): <Origine della Vita ed Evoluzione Primordiale>, nel testo "Biologia e Genetica", Antonio Delfino Editore, Roma.

Ing Piva

Ing Francesco Piva (postdoctoral researcher)

Laurea in Ingegneria Elettronica (a.a. 2000/1). Titolo della tesi di laurea: Sequenze di informazione nel DNA. Nel 2001 al 2004 ha svolto attività di progettazione e consulenza nel settore privato. Nel 2002 ha lavorato all’International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology (nell’AREA di ricerca di Trieste) in qualità di esperto in biologia computazionale. Nel 2003 ha svolto attività di insegnamento presso il Centro Radioelettrico Sperimentale Guglielmo Marconi nell’AREA di Ricerca a Trieste e direttamente presso il Consorzio per l’AREA di Ricerca di Trieste. Nel 2004 ha iniziato il Dottorato di Ricerca in Scienze Biomolecolari Applicate presso l'Istituto di Biologia e Genetica dell'Università Politecnica delle Marche. Nel 2007 ha discusso la tesi di dottorato dal titolo: Analisi computazionale di sequenze del genoma umano.

Dott Giulietti

Dott Matteo Giulietti (PhD student)

Laurea di primo livello in Scienze Biologiche conseguita nel 2004 presso l'Università Politecnica delle Marche. Laurea Magistrale in Biometodologie conseguita nel luglio 2006 presso lo stesso ateneo discutendo la tesi dal titolo: Elaborazione di un modello per la predizione dei siti di inserzione nel genoma, di vettori virali usati per la terapia genica.

 

Silvia Desiderio

Laureanda in Biologia Applicata

 

Alessandra Ballone Burini

Laureanda in Biologia Applicata

 

Antonio Casolaro

Gestione rete e server.

Hanno collaborato con noi :

Dott Filippo Gasperini

Laurea in Medicina e Chirurgia (Dicembre 2008). Tesi dal titolo: Studio sistematico dei polimorfismi dei recettori della serotonina.

 

Dott Matteo Cedraro

Laurea in Medicina e Chirurgia (settembre 2008). Tesi dal titolo: Polimorfismi genici e modalità inward e outward di costruzione del sè.

Diego Zoppi Diego Zoppi (software architect)

Diploma presso l'Istituto Superione I.T.I.S. Vito Volterra di Ancona conseguito nel 1999.
Dal 2000 al 2005 ha svolto attività di analisi e programmazione per varie aziende.
 

Dott Linda Nocchi (graduating student)

Laurea di primo livello in Scienze Biologiche conseguita nel 2004 presso l'Università Politecnica delle Marche. Laurea specialistica discutendo la tesi dal titolo: Un software utile alla predizione dello splicing nell'uomo.

 

Dott Fedra Granata

Laureata nel 2005 in Scienze Biologiche con tesi dal titolo: Analisi comparativa di sequenze esoniche e introniche in geni di varie specie eucariotiche


Lucia La Sala

Dott Lucia La Sala

Laureata nel 2004 in Scienze Biologiche discutendo la tesi: Rari esempi di esonizzazione delle sequenze ripetute nei geni umani. Specialista in medicina di laboratorio e biochimica clinica.
Riassunto della tesi: Una parte rilevante del genoma umano è composta da sequenze ripetute di vario genere, le cui classi principali sono costituite da duplicazioni segmentali, trasposoni derivati da ripetizioni in tandem e trasposoni interspersi.  La seconda classe comprende i satelliti, i minisatelliti e microsatelliti, noti complessivamente come SSR o semplici sequenze ripetute. La terza classe si divide in (lunghe ripetizioni terminali) LTR, (long interspersed element) LINE e (short interspersed element) SINE. Esistono indizi che i trasposoni interspersi possano contribuire ad aumentare la variabilità genica aumentando la possibilità di regolazione dello splicing alternativo. E’ noto che alcuni elementi appartenenti ai trasposoni interspersi, come ad esempio le sequenze Alu (appartenenti alle SINE) e le LINE, sono presenti nel 5% del genoma umano.  Le Alu sono tra gli elementi che si ritrovano in maggior numero nelle sequenze introniche (non codificanti) dei geni ma quasi mai in quelle esoniche (codificanti) e in questi rari casi si parla di esonizzazione delle sequenze ripetute. Il lavoro ha cercato di individuare il maggior numero possibile di sequenze soggette a esonizzazione nei geni del genoma umano, allo scopo di comprendere quali elementi sono implicati nel loro riconoscimento come introni o come esoni. L’analisi dei geni è stata svolta utilizzando le banche dati presenti in rete dedicate allo splicing alternativo (ad esempio Alternative Splicing Database e Alternative Splicing Annotation Project) e software da noi sviluppati per l’elaborazione dei geni estratti dal  genoma. A seguito delle analisi è emerso un numero di sequenze soggette a esonizzazione pari a 40, la cui gran parte è costituita da Alu; queste hanno al loro interno sequenze che mimano siti di splicing canonici e motivi che promuovono l’inclusione esonica (Exonic Splicing Enhancer). Nella maggior parte dei casi l’esonizzazione è in relazione con eventi patologici gravi, infatti abbiamo verificato che la loro ritenzione nei trascritti maturi causa la produzione di prodotti proteici tronchi e/o lo sfasamento della cornice di lettura dei codoni. Questo potrebbe spiegare la loro scarsa presenza.